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Deposizione di Romolo Augustolo e fine dell'Impero romano d'Occidente (475-476)

Guerra · 28 ago 475 d.C. – 477 d.C.

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Il 28 agosto 475 il magister militum Oreste, ex segretario di Attila, marciò su Ravenna e costrinse l'imperatore Giulio Nepote a fuggire in Dalmazia; il 31 ottobre proclamò augusto il figlio Romolo, detto Augustolo. Quando Oreste rifiutò ai federati (Eruli, Sciri, Rugi, Turcilingi) un terzo delle terre d'Italia, questi acclamarono re Odoacre (23 agosto 476), espugnarono e saccheggiarono Pavia, catturarono e giustiziarono Oreste a Piacenza (28 agosto) e presero Ravenna, dove Paolo, fratello di Oreste, fu ucciso presso la pineta di Classe. Il 4 settembre 476 Romolo Augustolo fu deposto e relegato con una pensione di 6.000 solidi nel Castellum Lucullanum in Campania; Odoacre inviò le insegne imperiali a Zenone a Costantinopoli e governò l'Italia come re, formalmente come patrizio dell'imperatore d'Oriente.

Schieramenti

Forze, comandanti e percorsi

Giulio Nepote e la sua corte — Giulio Nepote

Giulio Nepote

  1. Ravenna: fuga all'arrivo di Oreste
  2. Salona (Dalmazia): esilio, riconosciuto da Costantinopoli fino al 480 (posizione approssimata)

Oreste e le truppe fedeli — Oreste

Oreste e Romolo Augustolo

  1. Roma: Oreste muove contro Nepote (posizione approssimata)
  2. Ravenna: presa del potere
  3. Pavia (Ticinum): rifugio e assedio
  4. Piacenza: cattura ed esecuzione di Oreste

Federati di Odoacre — Odoacre

Federati di Odoacre (Eruli, Sciri, Rugi, Turcilingi)

  1. Italia settentrionale: acclamazione di Odoacre re (posizione approssimata)
  2. Assalto e saccheggio di Pavia
  3. Piacenza: esecuzione di Oreste
  4. Pineta di Classe: sconfitta e morte di Paolo
  5. Ravenna: deposizione di Romolo Augustolo

Romolo Augustolo — Romolo Augustolo

Oreste e Romolo Augustolo

  1. Ravenna: proclamazione ad augusto
  2. Ravenna: deposizione
  3. Castellum Lucullanum (Napoli): confino con pensione di 6.000 solidi (posizione approssimata)

Ambasceria del senato romano con le insegne imperiali

Federati di Odoacre (Eruli, Sciri, Rugi, Turcilingi)

  1. Roma: il senato dichiara superfluo un imperatore d'Occidente (posizione approssimata)
  2. Costantinopoli: consegna delle insegne a Zenone (posizione approssimata)

Battaglie

Note

Le fonti principali sono l'Anonimo Valesiano, Giordane, Procopio, Ennodio (Vita di Epifanio, per il sacco di Pavia), Malco (per l'ambasceria a Zenone) e i Fasti consolari. La data della morte di Paolo presso la pineta di Classe è riportata tra il 2 e il 4 settembre. Il luogo dell'acclamazione di Odoacre non è noto. Il 476 come 'fine dell'Impero d'Occidente' è una convenzione storiografica: Giulio Nepote rimase imperatore legittimo per Costantinopoli fino alla morte (480) e Odoacre riconobbe formalmente la sovranità di Zenone. L'ambasceria a Zenone è datata variamente tra la fine del 476 e il 477. Il luogo di confino di Romolo è il Castellum Lucullanum presso Napoli.

Territori di oggi coinvolti

Repubblica Italiana

Fonti