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Peste di Giustiniano (541-549)

Epidemia · 541 d.C. – 549 d.C.

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Prima ondata della prima pandemia di peste (Yersinia pestis), comparsa nell'estate del 541 nel porto egiziano di Pelusio. Da lì si diffuse ad Alessandria e lungo la costa verso la Palestina e la Siria, raggiunse Costantinopoli nella primavera del 542, dove per circa quattro mesi causò secondo Procopio fino a 10.000 morti al giorno (cifra discussa) e colpì lo stesso Giustiniano, che guarì. Tra il 542 e il 544 toccò Antiochia, l'Anatolia, la Persia sasanide, l'Africa, l'Italia, la Gallia e la Spagna, arrivando in Irlanda e Britannia entro il 544-549. Ritornò a ondate fino alla metà dell'VIII secolo; la sua incidenza demografica complessiva è oggi molto dibattuta.

Schieramenti

Forze, comandanti e percorsi

Fronte egiziano e di Costantinopoli

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

Forze: a Costantinopoli fino a 5.000-10.000 morti al giorno secondo Procopio; stime moderne 20-40% degli abitanti

  1. Pelusio: primo focolaio
  2. Alessandria
  3. Costantinopoli: arrivo a metà primavera, circa quattro mesi di epidemia, Giustiniano malato
  4. Costantinopoli: fine della fase acuta (posizione approssimata)

Fronte palestinese, siriaco e persiano

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

  1. Pelusio
  2. Gaza e Palestina (posizione approssimata)
  3. Gerasa (Jerash): fossa comune (posizione approssimata)
  4. Antiochia (Evagrio contagiato da bambino)
  5. Persia sasanide (Ctesifonte) (posizione approssimata)

Fronte anatolico

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

  1. Costantinopoli
  2. Asia Minore (Galazia, Ancyra) (posizione approssimata)
  3. Mesopotamia bizantina e frontiera armena (posizione approssimata)

Fronte nordafricano

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

  1. Alessandria (posizione approssimata)
  2. Cartagine e Africa bizantina (Vittore di Tunnuna) (posizione approssimata)

Fronte italiano, gallico e iberico

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

  1. Costantinopoli
  2. Italia (Ravenna, Roma) (posizione approssimata)
  3. Arles e bassa valle del Rodano (Gregorio di Tours) (posizione approssimata)
  4. Spagna mediterranea (posizione approssimata)

Fronte atlantico (Irlanda e Britannia)

Epidemia di peste (fronti di diffusione)

  1. Gallia atlantica (posizione approssimata)
  2. Irlanda: 'prima mortalitas' degli annali irlandesi (posizione approssimata)
  3. Galles: 'grande mortalità' degli Annales Cambriae, morte di Maelgwn di Gwynedd (posizione approssimata)

Note

Le fonti principali sono Procopio (Guerra persiana II.22-23), Giovanni di Efeso, Evagrio, Gregorio di Tours e gli annali irlandesi; l'agente patogeno (Yersinia pestis) è confermato dal DNA antico (ad es. Aschheim in Baviera, 2013). L'origine è dibattuta: l'Asia centrale (ceppi ancestrali del Tian Shan) oppure l'Africa orientale tramite i commerci di Axum verso il Mar Rosso. La mortalità è controversa: stime tradizionali di 25-50 milioni e del 20-40% a Costantinopoli, contro l'interpretazione 'minimalista' di Mordechai ed Eisenberg (2019). Le date di arrivo nelle province occidentali (543) e nelle isole britanniche (544-549) sono approssimative; l'itinerario tra i punti noti non è documentato. Il mese di comparsa a Pelusio non è attestato con precisione (estate 541). Secondo Gregorio di Tours (Storie IV.5) nel 543 Clermont e l'Alvernia furono risparmiate grazie alle preghiere del vescovo Gallo, mentre la provincia di Arles fu devastata; la peste colpì Clermont solo nel 571. Gli Annales Cambriae pongono la 'grande mortalità' in cui morì Maelgwn nel 547 (la 'peste gialla' è tradizione successiva).

Territori di oggi coinvolti

ÉireRepubblica Araba d'EgittoRepubblica di TurchiaRepubblica TunisinaStato di Israele

Fonti