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Guerra di Agilulfo contro l'Esarcato: Padova, Monselice, Cremona e Mantova (601-603)

Conquista · 601 d.C. – 603 d.C.

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Nel 601 riprende la guerra fra Longobardi ed Esarcato, con i Bizantini che appoggiano duchi longobardi ribelli. Il re Agilulfo prende e rade al suolo Padova (601-602), lasciando tornare la guarnigione a Ravenna, e i Longobardi occupano Monselice. Nel luglio 603 Agilulfo parte da Milano con rinforzi slavi mandati dal khagan degli Avari: prende e distrugge Cremona (21 agosto) ed entra a Mantova (13 settembre). Poi l'esarca Smaragdo restituisce la figlia del re e si conclude una tregua.

Schieramenti

Forze, comandanti e percorsi

Esercito di Agilulfo — Agilulfo

Regno longobardo (Agilulfo)

Forze: Con contingenti slavi inviati dal khagan degli Avari (Paolo Diacono IV.28); cifre ignote

  1. Padova (presa e rasa al suolo; data 601-602)
  2. Milano (partenza, luglio 603)
  3. Cremona (presa e distrutta)
  4. Mantova (ingresso dopo l'assedio)

Battaglie

Note

Fonte principale: Paolo Diacono, Historia Langobardorum IV.23, 25, 28. Padova è datata 601-602 (it.wikipedia) o 602 (en.wikipedia e podcast). Paolo colloca la presa di Monselice «sequenti tempore», dopo la nascita di Adaloaldo (602): data approssimativa. Cremona (21 agosto) e Mantova (13 settembre) cadono nella stessa campagna, partita da Milano nel luglio: secondo Wikidata e la cronologia di Paolo Diacono è il 603. en.wikipedia (Agilulf) mette invece Mantova nel 602 e il podcast dà 602-604 per Cremona, Mantova, Brescello e Viadana. Nella stessa campagna si arrende il castrum di Vulturina (Viadana) e i soldati imperiali fuggono bruciando Brescello: non sono rappresentati. La tregua fu conclusa dopo la restituzione della figlia di Agilulfo da parte dell'esarca Smaragdo. Il podcast mette in dubbio che la ripresa delle ostilità nel 601 sia stata voluta dall'esarca Callinico per ordine di Maurizio. Il percorso fra le città non è documentato. C'è un'unica unità perché i movimenti delle truppe imperiali (ritirate su Ravenna) non sono datati.

Territori di oggi coinvolti

Repubblica Italiana

Fonti