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Terza guerra punica e distruzione di Cartagine

Guerra · 149 a.C. – 146 a.C.

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Nel 149 a.C., con il pretesto della guerra di Cartagine contro Massinissa di Numidia (in violazione del trattato del 201), Roma inviò in Africa i consoli Manio Manilio e Lucio Marcio Censorino. Cartagine consegnò ostaggi, 200.000 armature e 2.000 catapulte, ma rifiutò l'ordine di abbandonare la città e trasferirsi a 80 stadi (c. 15-16 km) dal mare. Seguì un assedio di tre anni: l'esercito di campagna di Asdrubale (il 'beotarca') resistette a Nefèri e i Romani subirono vari insuccessi finché Scipione Emiliano, eletto console nel 147, bloccò il porto con un molo, distrusse il campo di Nefèri e nella primavera del 146, dopo sei giorni di combattimenti strada per strada, prese la Byrsa. La città fu rasa al suolo, 50.000 superstiti ridotti in schiavitù e il territorio divenne la provincia d'Africa.

Schieramenti

Forze, comandanti e percorsi

Esercito consolare del 149 — Manio Manilio e Lucio Marcio Censorino

Repubblica romana e Numidi

Forze: 84.000 uomini secondo Appiano (stime moderne 40.000-50.000, di cui 4.000 cavalieri); 50 quinqueremi

  1. Lilibeo: concentrazione dell'esercito
  2. Utica: sbarco e disarmo di Cartagine
  3. Accampamento presso il lago di Tunisi e l'istmo: primi assalti falliti (posizione approssimata)
  4. Attacco fallito al campo di Asdrubale a Nefèri (posizione approssimata)
  5. Operazioni nel territorio a nord di Cartagine (posizione approssimata)

Esercito di Scipione Emiliano — Publio Cornelio Scipione Emiliano (tribuno militare nel 149, console nel 147)

Repubblica romana e Numidi

  1. Nefèri: salva i reparti romani come tribuno militare (posizione approssimata)
  2. Utica: sbarco come console, soccorso di Mancino a Megara
  3. Assalto al sobborgo di Megara (posizione approssimata)
  4. Istmo e costruzione del molo che chiude il porto (posizione approssimata)
  5. Presa del campo di Nefèri (inverno 147/146) (posizione approssimata)
  6. Presa del porto circolare (Cothon) (posizione approssimata)
  7. Assalto finale alla Byrsa e distruzione della città

Cavalleria numida alleata — Gulussa (figlio di Massinissa)

Repubblica romana e Numidi

  1. Cirta, Numidia (dopo la morte di Massinissa) (posizione approssimata)
  2. Unione all'esercito romano davanti a Cartagine (posizione approssimata)
  3. Nefèri (posizione approssimata)

Esercito di campagna di Asdrubale — Asdrubale il beotarca

Cartagine

Forze: Almeno 20.000 uomini (Appiano)

  1. Campo fortificato di Nefèri (posizione approssimata)
  2. Assume il comando della città (posizione approssimata)
  3. Resa sulla Byrsa: la moglie si getta nel tempio in fiamme (posizione approssimata)

Guarnigione di Nefèri — Diogene

Cartagine

  1. Nefèri (posizione approssimata)
  2. Distrutta da Scipione, Lelio e Gulussa (inverno 147/146) (posizione approssimata)

Flotta cartaginese di fortuna

Cartagine

Forze: c. 50 triremi e numerose navi minori costruite in segreto (Appiano)

  1. Porto di Cartagine: apertura di un nuovo canale verso il mare
  2. Battaglia navale davanti al porto (posizione approssimata)
  3. Rientro con gravi perdite (posizione approssimata)

Cavalleria di Imilcone Fameas — Imilcone Fameas

Cartagine

Forze: 2.200 cavalieri

  1. Incursioni contro i foraggiatori romani (posizione approssimata)
  2. Passaggio ai Romani con i suoi cavalieri (posizione approssimata)

Battaglie

Note

Fonte principale: Appiano, Libyca 74-135, basato su Polibio (testimone oculare, libri XXXVI-XXXIX frammentari). La posizione di Nefèri è approssimata (a c. 25 km a sud-est di Tunisi, zona di Jebel Ressas/Bou Kornine). La presa finale è della primavera 146 (sei giorni di combattimenti strada per strada, poi sette giorni di assedio della Byrsa secondo alcune ricostruzioni). La leggenda del sale sparso sulle rovine non è attestata dalle fonti antiche.

Territori di oggi coinvolti

Repubblica ItalianaRepubblica Tunisina

Fonti