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Seconda guerra mondiale – fronte orientale: Barbarossa, Mosca, Stalingrado, Kursk, Bagration (1941-1944)

Guerra · 22 giu 1941 – 29 ago 1944

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Il 22 giugno 1941 la Germania e i suoi alleati invasero l'Unione Sovietica con tre gruppi d'armate (Nord, Centro, Sud) e oltre 3 milioni di uomini. Dopo le grandi sacche di Białystok-Minsk, Smolensk e Kiev e l'inizio dell'assedio di Leningrado, l'operazione Tifone si arrestò alle porte di Mosca e il 5 dicembre 1941 iniziò la controffensiva sovietica. Nel 1942 l'offensiva estiva tedesca (Fall Blau) portò la 6ª Armata a Stalingrado, dove l'operazione Urano (19 novembre) la accerchiò fino alla resa (2 febbraio 1943). Il fallimento dell'operazione Cittadella a Kursk (luglio 1943) segnò la fine delle offensive tedesche a est; l'operazione Bagration (giugno-agosto 1944) distrusse il Gruppo d'armate Centro e portò l'Armata Rossa sulla Vistola.

Schieramenti

Forze, comandanti e percorsi

2º Gruppo corazzato (poi 2ª Armata corazzata) — Heinz Guderian

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

  1. Attraversamento del Bug presso Brest-Litovsk
  2. Bobrujsk; chiusura della sacca di Minsk (posizione approssimata)
  3. Attraversamento del Dnepr (posizione approssimata)
  4. El'nja (Smolensk) (posizione approssimata)
  5. Lochvycja: congiungimento con Kleist, sacca di Kiev
  6. Orël (operazione Tifone)
  7. Davanti a Tula (non presa) (posizione approssimata)
  8. Ritirata; Guderian sollevato dal comando (posizione approssimata)

3º Gruppo corazzato — Hermann Hoth (poi Georg-Hans Reinhardt dall'ottobre 1941)

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

  1. Dalla regione di Suwałki (posizione approssimata)
  2. Vilnius
  3. Minsk
  4. Vitebsk
  5. Chiusura della sacca di Vjaz'ma
  6. Kalinin (Tver')
  7. Klin
  8. Testa di ponte di Jachroma sul canale Mosca-Volga

4º Gruppo corazzato (Gruppo d'armate Nord) — Erich Hoepner (gruppo d'armate: Wilhelm von Leeb)

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

Forze: Gruppo d'armate Nord: c. 600.000 uomini

  1. Dalla Prussia orientale in Lituania (posizione approssimata)
  2. Battaglia di Raseiniai (posizione approssimata)
  3. Daugavpils: ponti sulla Dvina (Manstein)
  4. Pskov (posizione approssimata)
  5. Offensiva sulla linea di Luga (posizione approssimata)
  6. Šlissel'burg: Leningrado isolata; inizio dell'assedio

1º Gruppo corazzato (Gruppo d'armate Sud) — Ewald von Kleist (gruppo d'armate: Gerd von Rundstedt)

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

  1. Battaglia corazzata di Dubno-Brody
  2. Žytomyr
  3. Sacca di Uman'
  4. Testa di ponte di Kremenčuk (posizione approssimata)
  5. Lochvycja: sacca di Kiev chiusa
  6. Presa di Rostov sul Don
  7. Rostov riconquistata dai sovietici; ritirata sul Mius (posizione approssimata)

Fronte occidentale sovietico (difesa e controffensiva di Mosca) — Georgij Žukov

Unione Sovietica

  1. Žukov assume il comando della difesa di Mosca
  2. Inizio della controffensiva invernale
  3. Riconquista di Klin
  4. Riconquista di Kaluga (28-30 dicembre secondo le fonti)
  5. Riconquista di Možajsk

6ª Armata tedesca — Friedrich Paulus

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

Forze: c. 330.000 uomini dell'Asse accerchiati; c. 91.000 prigionieri alla resa

  1. Seconda battaglia di Char'kov (vittoria tedesca) (posizione approssimata)
  2. Fall Blau: offensiva verso est (posizione approssimata)
  3. Ansa del Don presso Kalač (posizione approssimata)
  4. La 16ª Panzer raggiunge il Volga a nord di Stalingrado
  5. Assalto al centro città e al Mamaev Kurgan
  6. Accerchiata nella sacca di Stalingrado (posizione approssimata)
  7. Resa di Paulus (grandi magazzini Univermag)
  8. Resa della sacca settentrionale (posizione approssimata)

62ª Armata sovietica (poi 8ª Armata della Guardia) — Vasilij Čujkov

Unione Sovietica

  1. Čujkov assume la difesa di Stalingrado
  2. Fine della battaglia di Stalingrado
  3. Liberazione di Zaporižžja
  4. Liberazione di Odessa
  5. Testa di ponte di Magnuszew sulla Vistola (posizione approssimata)

Fronte sud-occidentale (operazione Urano) — Nikolaj Vatutin (pianificazione: Žukov e Vasilevskij)

Unione Sovietica

Forze: Forze sovietiche dell'operazione Urano: c. 1,1 milioni di uomini (stime)

  1. Attacco dalla testa di ponte di Serafimovič contro la 3ª Armata romena
  2. Kalač: congiungimento con il Fronte di Stalingrado
  3. Operazione Piccolo Saturno sul medio Don contro l'8ª Armata italiana (posizione approssimata)
  4. Avanzata verso il Donec (posizione approssimata)

4ª Armata corazzata tedesca — Hermann Hoth (II Corpo corazzato SS: Paul Hausser)

Germania e alleati (Romania, Finlandia, Italia, Ungheria)

Forze: Forze tedesche a Kursk: c. 777.000 uomini e 2.451 carri e cannoni d'assalto

  1. Voronež (posizione approssimata)
  2. Abganerovo, avvicinamento a Stalingrado da sud (posizione approssimata)
  3. Operazione Tempesta invernale da Kotel'nikovo (Manstein)
  4. Fiume Myškova, c. 48 km dalla sacca (posizione approssimata)
  5. Riconquista di Char'kov
  6. Operazione Cittadella da Belgorod
  7. Prochorovka
  8. Ritirata sulle linee di partenza

3º Fronte bielorusso (operazione Bagration) — Ivan Černjachovskij (5ª Armata corazzata della Guardia: Pavel Rotmistrov)

Unione Sovietica

Forze: Forze sovietiche di Bagration: c. 1,67 milioni di uomini e 5.818 carri e semoventi

  1. Sacca di Vitebsk (posizione approssimata)
  2. Orša
  3. Borisov sulla Beresina
  4. Liberazione di Minsk
  5. Vilnius
  6. Kaunas
  7. Confine della Prussia orientale (posizione approssimata)

Battaglie

Note

Le cifre di prigionieri (Kiev c. 600.000-665.000) e perdite sono spesso tratte da fonti tedesche e contestate. Prochorovka è stata a lungo mitizzata dalla storiografia sovietica come la 'più grande battaglia di carri della storia'; studi recenti (Zamulin, Glantz) ne ridimensionano le proporzioni. La data della liberazione di Vitebsk è indicata tra il 26 e il 29 giugno 1944 secondo le fonti. Molte posizioni intermedie dei gruppi corazzati sono approssimative.

Territori di oggi coinvolti

Repubblica di BielorussiaRepubblica di LettoniaRepubblica di LituaniaRepubblica di PoloniaUcraina

Fonti